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Illuminazione a luce bianca

Stazione di visione artificiale industriale con illuminatore LED a pannello bianco a banda larga che riprende un campione di confezione stampata a colori per l'ispezione del registro degli inchiostri

Emissione visibile a banda larga per l’ispezione industriale in cui il colore è critico

  • Emissione visibile a banda larga nell’intervallo 400–700 nm: supporta sia l’ispezione del colore sia l’imaging monocromatico dall’aspetto naturale.
  • Temperature di colore fredda, neutra e calda per bilanciare risposta del sensore, resa cromatica e caratteristiche spettrali dell’oggetto.
  • Ideale per confezioni stampate, tessuti, alimenti, prodotti farmaceutici e qualsiasi applicazione che debba preservare l’informazione di colore dell’oggetto.
  • Varianti ad alto CRI (CRI > 90) raccomandate per le applicazioni critiche sul colore, come cosmetici e stampati.
  • Obiettivi apocromatici raccomandati per le misure di precisione, per minimizzare l’aberrazione cromatica su tutto il visibile.
  • Reiezione limitata della luce ambiente rispetto alle sorgenti monocromatiche: per le installazioni con illuminazione variabile preferire il monocromatico.

L’illuminazione LED bianca è la configurazione spettrale più generica nella visione artificiale: fornisce un’emissione a banda larga su tutto il visibile che supporta sia l’ispezione del colore sia l’imaging monocromatico dall’aspetto naturale. I LED bianchi uniscono la semplicità produttiva e l’efficienza energetica delle sorgenti a stato solido al contenuto spettrale necessario per qualsiasi applicazione in cui l’informazione di colore dell’oggetto debba essere preservata o in cui occorra bilanciare la risposta spettrale di più compiti di ispezione.

Principio di funzionamento delle sorgenti LED bianche

I LED bianchi vengono comunemente realizzati combinando un chip LED blu (che emette tipicamente a 450-470 nm) con un rivestimento di fosfori gialli che assorbe parte dell’emissione blu e la riemette nell’intervallo dal verde al rosso. La combinazione della luce blu non convertita e della luce gialla convertita dai fosfori produce un’emissione percepita come bianca, la cui temperatura di colore dipende dalla composizione dei fosfori e dal rapporto tra luce convertita e luce diretta.

Esistono architetture alternative di LED bianchi, tra cui soluzioni multichip che combinano LED rossi, verdi e blu per produrre il bianco tramite miscelazione additiva, e LED a fosfori a spettro completo che utilizzano più composizioni di fosfori per approssimare lo spettro continuo della luce diurna naturale. Queste alternative offrono una resa cromatica migliore o un maggiore controllo della distribuzione spettrale, a un costo superiore.

Temperatura di colore e idoneità applicativa

I LED bianchi sono disponibili in diverse temperature di colore, espresse in kelvin. Il bianco freddo (5000-6500 K) fornisce un’emissione leggermente spostata verso il blu, che massimizza la risposta del sensore nel blu e nel verde ed è preferito per l’ispezione generica e la lettura dei codici. Il bianco neutro (3500-4500 K) fornisce un’emissione bilanciata, vicina alla luce diurna naturale, ed è preferito per le applicazioni critiche sul colore. Il bianco caldo (2700-3200 K) fornisce un’emissione spostata verso il rosso, raramente usata nella visione industriale perché riduce la risposta del sensore nel blu e nel verde.

Applicazioni industriali tipiche

L’illuminazione LED bianca è la scelta standard per l’ispezione del colore delle confezioni stampate, dove occorre valutare colore, registro e uniformità degli inchiostri; per il controllo qualità di tessuti e materiali tinti, dove la discriminazione dei colori è un criterio di ispezione primario; per la lettura di codici ed etichette multicolore; per la verifica di prodotti assemblati in cui vanno distinti i colori di più componenti; per l’ispezione di prodotti alimentari e farmaceutici in cui le anomalie di colore indicano difetti; e per qualsiasi applicazione in cui la percezione del colore dell’oggetto da parte dell’occhio umano faccia parte del criterio di ispezione. Le varianti a emissione bianca delle famiglie di illuminatori LED ad anello, illuminatori LED a barra e illuminatori LED a pannello coprono la maggior parte di queste applicazioni.

Criteri di selezione e considerazioni progettuali

Il primo parametro è la temperatura di colore, scelta per bilanciare risposta del sensore, riflettanza dell’oggetto e requisiti di resa cromatica. Il bianco neutro è la scelta predefinita più sicura per l’ispezione generica. Il bianco freddo massimizza il segnale del sensore ma distorce leggermente la resa cromatica. Il bianco caldo preserva colori dall’aspetto naturale ma riduce il segnale nelle lunghezze d’onda corte.

Il secondo parametro è l’indice di resa cromatica (CRI), che quantifica la fedeltà con cui il LED riproduce l’aspetto cromatico di un insieme di superfici di prova standardizzate. I LED bianchi standard offrono valori di CRI intorno a 70-80, sufficienti per la maggior parte delle ispezioni industriali del colore. I LED bianchi ad alto CRI (CRI superiore a 90) sono preferiti per le applicazioni critiche sul colore, come l’ispezione di cosmetici, alimenti e stampati.

Larghezza di banda e aberrazione cromatica

L’emissione a banda larga dei LED bianchi interagisce con l’aberrazione cromatica dell’obiettivo, producendo scale d’immagine leggermente diverse per i diversi canali di colore. Questo effetto è generalmente trascurabile nell’ispezione generica, ma diventa importante nella misura dimensionale di precisione, dove può introdurre errori subpixel. Per le applicazioni di misura critiche in luce bianca si raccomandano obiettivi apocromatici, progettati per minimizzare l’aberrazione cromatica su tutto il visibile.

Integrazione e limiti

Gli illuminatori LED bianchi sono meccanicamente identici alle versioni monocromatiche e si integrano negli stessi corpi, con gli stessi diffusori, polarizzatori e beamsplitter. La principale differenza pratica è che le emissioni bianche non possono essere filtrate con la stessa efficacia delle emissioni monocromatiche per respingere la luce ambiente, il che rende l’illuminazione bianca meno adatta alle installazioni esposte a una luce ambiente intensa e non controllata.

L’altro limite è l’impossibilità di esaltare selettivamente il contrasto di una specifica caratteristica colorata. Un illuminatore monocromatico può essere abbinato al picco di assorbimento del pigmento dell’oggetto per massimizzare il contrasto; un illuminatore bianco eccita l’oggetto su tutto il visibile e produce soltanto il contrasto consentito dalla differenza di colore naturale. Per le applicazioni in cui l’esaltazione del contrasto di un colore specifico è più importante della resa cromatica, si dovrebbero considerare configurazioni monocromatiche o RGB commutabili.

Illuminatori LED bianchi RODER Vision

RODER Vision produce illuminatori LED a emissione bianca in tutta la gamma di geometrie, disponibili nelle temperature di colore fredda, neutra e calda e in varianti ad alto CRI per l’ispezione visiva industriale in cui il colore è critico.

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